Gilbert Pillot - Itinerario segreto di Ulisse


Gilbert Pillot
L’itinerario segreto di Ulisse
Dellavalle editore, Torino, 1971

Se pensiamo all’iliade e all’Odissea si affacciano alla nostra mente scolastiche immagini di leggende e mitologia. Ma l’assedio e la presa di Troia, il lungo viaggio di Ulisse, raccontati poeticamente e con abbondanza di particolari, nascondono, ci dicono ormai gli storici, un preciso messaggio, una concreta verità storica e una serie di avvenimenti effettivamente accaduti. Gli affascinanti testi omerici sono in realtà il “ verbale” storico di una spedizione marittima avente per scopo di dare ai Greci il controllo dei Bosforo e del Mar Nero. Le descrizioni di questi itinerari tesori gelosamente custoditi e fonte di prosperità e di potenza per un popolo di navigatori ) dovevano essere mantenuti segreti per evitare una « fuga » di notizie. Così, afferma l’Autore, furono abilmente dispersi e mescolati in un testo più ampio e « insospettabile ». Solo coloro che conoscevano i testi a memoria e possedevano il codice di decifrazione potevano venirne a conoscenza. Ripetendo punto per punto, con la minuziosa pignoleria di un investigatore, l’itinerario seguito da Ulisse, Gilbert Pillot ha ricostruito il « vero » viaggio dell’eroe greco dalle colonne di Ercole, alle Canarie e Madera, su fino all’Irlanda, alla Scozia e all’Islanda. Un viaggio appassionante rispolverato dal velo dei secoli e un libro che ha la tensione del « giallo » e i colpi di scena di un romanzo di spionaggio.

amore e riproduzione

Per il pensiero greco, la sessualità rappresentava, in generale, solo una componente secondaria dell’amore. Si ammetteva il nesso causale tra sessualità e riproduzione, ma non si insisteva sull’esistenza di una «ragione naturale» tale da conferire alla prima una finalità meramente genesiaca, tant’è che il ruolo di strumento riproduttivo riservato alla donna non implicava affatto un legame amoroso tra i due sessi, ma piuttosto un legame politico: il frutto dell’unione coniugale sarebbe stato un nuovo cittadino utile allo Stato, un soldato o una produttrice di soldati. L’amor profano, a esempio quello di un Alcibiade, era un miscuglio di attrazione fisica, di cameratismo e di rispetto suscitato da qualità eccezionali, possente passione alla quale meglio si addiceva una relazione omosessuale. 


Ioan P. Couliano
Eros e magia nel rinascimento


Pandroso

Pandroso, figlia di Cecrope, sorella di Agraulo; fu amata da Ermes ed ebbe da lui un figlio, Cerice; divenne poi dea della rugiada, e aveva sull’Acropoli un tempio, il Pandrosio, dove era l’ulivo sacro.  

Pane

Pane, antica divinità arcadica, la tradizione lo fece figlio di Ermes e di una ninfa, che fuggi come lo vide, essendo coi piedi e le corna di capro, i capelli incolti, naso schiacciato, corpo velloso, con la coda. Ebbe umore selvaggio e rumoroso, gridava attraverso le foreste e i monti, di costumi libertini, Fu protettore del bestiame minuto, dei pastori, dei cacciatori, cacciatore egli stesso e guerriero, dio dei guerrieri; conosceva l’arte di guarire e il futuro, e poteva rivelarlo agli uomini; i neoplatonici ne fecero la personificazione del Gran Tutto.  

Pelope

Pèlope, figlio di Tantalo e di Dione; suo padre lo uccise, lo fece a pezzi e lo cucinò per darlo a mangiare agli dèì; ma questi se ne accorsero e non lo mangiarono eccetto Demetra che senza badarvi ne mangiò una spalla. Gli dèi, per mezzo di Ermes lo risu­scitarono, e al posto della spalla mancante, gli fecero una spalla di avorio. Si presentò a Pisa per sposare Ippodamia, e dovette perciò gareggiare col padre di lei, Enomao, nella corsa coi cavalli, vincendolo con l’aiuto di Mirtilo, auriga di Enomao, che egli corruppe. Poi per non dare il compenso promesso a Mirtilo, lo uccise; e questi sul punto di morire maledisse la sua famiglia. Pelope conquistò poi il Peloponneso, che si chiamò così dal suo nome. Figli suoi e di Ippodamia furono Atreo, Tieste, Alcatoo, Nicippe, Lisidice, ecc, Da Peliope e da Assioche nacque Crisippo, che Atreo e Tieste uccisero; allora Pelope cacciò tutti i suoi figli dal paese. 

Pelion - Plesidi


Pélion, Plesidi, catena di monti nella Tessaglia, lungo il mare, dall’Ossa al promontorio Sepias (metri 1618). Secondo la tradizione i Giganti, quando vollero dare la scalata all’Olimpo, avrebbero rotolato l’Ossa sopra il Pelion, Sui Pelion avrebbe abitato anche il centauro Chirone. 

Pelasgo

Pelasgo, capostipite dei Pelasgi, che alcuni dicono essere figlio di Zeus e di Niobe e padre di Licaone; e altri invece figlio di Poseidone e di Larista, padre di Emone.
Re d’Argo quando vi giunse Danao con le sue cinquanta figlie; ma secondo altri questo re si sarebbe chiamato Gelanore.