sabato 9 gennaio 2010

Pan

PAN
Dio dei pastori e dei greggi. Di Pan ne esistevano diversi, infatti ogni generazione di dei aveva il suo Pan. I Greci per distinguerli li chiamarono in modo diverso in base al loro padre, Ermopan da Ermes, Diopan da Zeus, Titanopan dai Titani. Il più famoso rimane Ermopan, quando Ermes fece il pastore per conto di Driope e innamoratosi di una delle ragazze di questi, la mise incinta. Certamente il nome viene da Paian Pascolare. Pan vagava per monti, valli e boschi, zufolando e seguito da tanti Paniskoi e dalle ninfe. Grande amante del sesso ebbe numerose avventure con diverse ninfe tra le quali Eco ed Eufeme con la quale genera il Sagittario dello zodiaco. Si vantava di avere fatto l'amore con tutte le Menadi. Il suo più grande amore fu rivolto a Selene ma la dea non gradiva quel dio sporco e peloso, allora Pan nascose la sua figura sotto delle pelli bianche e profumate, Selene non riconoscendolo accettò di cavalcarlo e si fece fare tutto quello che a Pan piacque. Pan era un dio bonario che aiutava chiunque avesse bisogno di lui. Insegnò ad Apollo l'arte del vaticinio. Il dio non sopportava di essere disturbato durante il riposo pomeridiano, se ciò avveniva Pan si alzava in piedi ed emetteva degli urli terrificanti tanto da creare il timore panico.
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A PAN
O Musa celebra il figlio diletto di Ermes,
dal piede caprino, bicorne, amante del clamore, che per le valli
folte di alberi si aggira insieme con le ninfe avvezze alla danza:
esse amano calcare le cime delle impervie rupi
invocando Pan, il dio dei pascoli, dall’ abbondante chioma,
irsuto, che regna su tutte le alture nervose
e sulle vette dei monti, e sugli aspri sentieri.
Si aggira da ogni parte tra le folte macchie :
ora è attirato dai lenti ruscelli,
ora invece s’inerpica fra le rupi inaccessibili
salendo alla vetta più alta da cui si scorgono le greggi.
Spesso corre attraverso le grandi montagne biancheggianti,
spesso muove fra le colline, e fa strage di fiere,
scorgendole col suo sguardo acuto; talora, al tramonto, solitario
tornando dalla caccia, suona modulando con la siringa una musica
serena: non riuscirebbe a superarlo nella melodia
l’uccello che tra il fogliame della primavera ricca di fiori
effonde il suo lamento, e intona un canto dolce come il miele.
Con lui allora le ninfe montane dalla limpida voce
girando col rapido batter di piedi presso la sorgente dalla acque cupe
cantano, e l’eco geme intorno alla vetta del monte.
Il dio, movendo da una parte all’altra, talora al centro della danza,
la guida col rapido batter di piedi –sul dorso ha una fulva di pelle
di lince-, esaltandosi nell’animo al limpido canto,
sul molle prato dove il croco, e il giacinto
odoroso, fioriscono mescolandosi innumerevoli all’erba.
Cantano gli dei beati e il vasto Olimpo;
per esempio del rapido Ermes, eminente fra gli altri,
narravano: come egli sia messaggero veloce per tutti gli dei,
e come venne all’Arcadia ricca di fonti, madre di greggi,
là dove ha il suo santuario cillenio.
Colà, pur essendo un dio, pascolava le greggi dal ruvido vello
presso un mortale: poiché lo aveva preso, e fioriva in lui, un desiderio
struggente
di unirsi in amore con una fanciulla dalle belle trecce, figlia di Driope .
E ottenne il florido amplesso; ed ella, nelle sue stanze, generò
a Ermes un figlio diletto, già allora mostruoso a vedersi,
dal piede caprino, bicorne, vociante, dal dolce sorriso.
Diede un balzo e fuggì la nutrice, e abbandonò il fanciullo.
si spaventò, infatti, come vide quel volto ferino e barbuto.
Ma subito il rapido Ermes lo prese fra le braccia ,
accogliendolo: grandemente il dio gioiva nell’animo.
Senza indugio salì alle dimore degl’immortali, dopo aver avvolto il fanciullo
nella folta pelliccia di una lepre montana ;
lo depose al cospetto di Zeus e degli altri immortali,
e presentò suo figlio : si rallegrarono nell’animo tutti
gl’immortali, ma più d’ogni altro il baccheggiante Dioniso;
e lo chiamarono Pan, poiché a tutti l’animo aveva rallegrato.
Cosi ti saluto, signore, e ti rendo propizio col mio canto:
ed io mi ricorderò di te, e di un altro canto ancora.

Inno Omerico A Pan

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