mercoledì 23 aprile 2008

OVIDIO, Fasti, Pan

OVIDIO, Fasti, Pan

Alla terza aurora dopo le Idi fanno la loro comparsa i nudi Luperici e si celebrano i riti in onore di Fauno bicorne. Ditemi, Pieridi, quale sia l’origine di questo rito, da quale paese esso è venuto prima di essere accolto dalle popolazioni del Lazio. Si racconta che gli antichi Arcadi adorassero Pan, dio delle greggi. Lui prediligeva le montagne dell’Arcadia: né è testimone il Foloe, ne sono testimoni le acque dello Stinfale, il Ladone che con la sua veloce corrente si dirige in direzione del mare, la foresta del Nonacre con le sue cime circondate di pini, l’alto Tricrene e le nevi della Parrasia. Pan in questi luoghi era il dio degli armenti, il dio delle cavalle, a Pan si recavano offerte per la protezione delle greggi. Evandro portò con se in esilio questo dio silvestre. Qui dove ora c’è l’Urbe, allora c’era solo l’area su cui sarebbe sorta la città. E’ per questo che veneriamo il dio con cerimonie importate dai Pelasgi. Ad esse, secondo l’antica usanza, partecipava il flamine Diale. Mi chiedi ora perché corrano e perché tolta la veste i loro corpi restino nudi? E’ il dio stesso che ama correre velocemente sulle cime delle montagne e che intraprende fughe improvvise. E’ il dio stesso che è nudo e che comanda ai suoi adepti di correre nudi; la veste del resto, non è certo adatta alla corsa.

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